chi era Nanninaa?
semplicemente mia Nonna Anna...ma in paese la chiamavano tutti "Zi' Nannina..."
...la mia fortuna, è stata quella di averle tenuto la mano da piccola e per non lasciargliela mai più...
" Ce steva 'na vota nu vecciu e 'na veccia
ìunu vennenne cupierci e cuperce,
arrivèunu 'ncoppa a nu ponte...
statti zittu ca mò te ru contu..."
.
..questo era l'inizio di ogni sorta di "cuntu"- "racconto", con il quale mia nonna Anna.......
iniziava ogni sorta di storia, le sue parole e i suoi gesti mi incantavano, non so se tutto quello che diceva, avesse un accenno di verità, ma poco importa perché allietava le mie giornate, con i suoi sorrisi, e suoi "Cunti..."
...quello che vedete nella foto, è un dolce antico, delle mie zone, si chiama "la zeppola"... niente a che vedere con la "zeppola" quella napoletana... Napoli e Caserta hanno spesso ricette omonime... ma tutte uniche nei loro sapori...
...usando un tegame appropriato, si aspettava la temperatura giusta, con un sistema infallibile ai tempi, mettevano all'interno del tegame un carbone e aspettavano il segnale che due delle donne di casa avvolte in enormi grembiuloni di canapa bianca preparavano nei grandi tiani (tegami )di creta la "pasta"della zeppola, era ed è una crema densa e profumata che non aveva bisogno di tanta lavorazione, intanto lo zeppolaro, così chiamato il tegame dove veniva versato il liquido, era lì, in mezzo al camino con la cappa enorme, e tra un racconto e l'altro, le donne controllavano con minuziosità il tegame per versare il liquido...
... tutti attorno a quel camino enorme, tanto da potersi sedere addirittura all'interno della sua bocca, quasi a racchiudere, ad abbracciare quei contadini...
...si parlava di "zeppole" passate... accompagnate da qualche spettegolezzo che le rendeva 'indimenticabili'...
- "Ti ricordi quella volta? . . . e quell'altra? ...il vino era il compagno ideale di quelle serate, coloriva i loro ricordi...
...ma ad un tratto, si sentiva: "s'è appicciato lu craone! (è pronto!!! il carbone è acceso!)
e allora tutti a controllare, quello che, si era visto e a commentare se fosse davvero così...
...immancabile dal gruppo dei vecchietti: l'avviso severo: "abbarate i vagliuni! -"state attenti ai bambini!", e così quasi come un ordine i bambini venivano allontanati con una scusa mentre si preparava la zeppola.
...il compito di versare la crema, spettava alle anziane della casa, perché loro sapevano il giusto punto, dove versarla....
...una ventina di minuti di cottura, e la pazienza dell'attesa veniva premiata con dello zucchero insaporito dalla vaniglia, gelosamente custodito, e poi il dolce veniva tagliato, minuziosamente facendo delle fette tutte uguali...
...il fuoco con il suo grande calore, allungava le ombre delle persone semplici nel loro aspetto e che senza saperlo, avevano scoperto il gran segreto d'essere felice.... con un po' di acqua e di farina...
...la ricetta è rivisitata nelle dosi e in alcuni ingredienti, ma vi assicuro che è deliziosa nel profumo e nel sapore...
quest'impasto è fatto di:
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di acqua
40g di burro
25g di fecola di patate
20g di zucchero
1 uovo nella ricetta originale non c'era, quindi si può omettere...
un pizzico di sale
aromi vari
si versano tutti gli ingredienti in un ciotola e mentre sul fuoco il testo romagnolo giunge a temperatura, dopodiché si versa con un mestolo una parte del liquido e si aspetta qualche minuto, vedrete che inizierà a bucarsi, dopo un paio di minuti è pronta, si cosparge di abbondante zucchero, e si mangia calda calda....



Non ci credo...anche mia nonna materna si chiamava Anna, ma la chiamavano tutti Annina... :) Quante cose in comune, abbiamo! ;p
RispondiEliminaBellissime, queste zeppole...in realtà col nome "zeppola" mi aspettavo un'altra cosa, ma questa ricetta mi incuriosisce moltissimo...La voglio provare! :D
sai che pur essendo campana è la prima volta che vedo questa cosa qui? Non ne ho mai sentito parlare, ma mi sembra un pò come un pancake, mi sbaglio? Mi piacciono molto le tue ricette!
RispondiEliminaBacioni
sciopina
@gabri:io sono curiosa!! cosa ti aspettavi? dimmi, dimmi..che ti ascolto... ^_^
RispondiElimina@sciopina: è tipica del mio piccolo paese e dintorni... non è come un pancake.. è più come.... una crepe dolce, provala ne rimarrai estasiata... un ^.^
Beh, in realtà, come hai anche scritto tu, mi aspettavo le zeppole come quelle di S.Giuseppe o natalizie...ma queste mi piacciono molto, sono semplici e i dolci più semplici sono quelli che preferisco! Poi il tuo racconto...mi ha riportato indietro di non so quanti anni..."s'è appicciat' 'u craun'" lo diceva sempre mio zio quando facevamo i pomodori!! ahaha è stupendo ricordare certe cose!!
RispondiEliminaSolo due domande: ma non le giri per farle cuocere da una parte e dall'altra? E quante ne vengono con queste dosi? Grazie!!
RispondiElimina@gabri: con questa dose ne vengono 2, io ho usato il testo romagnolo, l'impasto deve essere liquido se ti piace puoi mettere l'arome di limone, io ho usato la vanillina, in realtà metti gli aromi che più ti piacciono, e non devi girarla, appena il testo è caldo tu la versi, con un mestolo e appena si stacca, la togli e la cospargi di zucchero, mangiala calda calda è deliziosa!!! ^.^ fammi sapere...
RispondiEliminaok, grazie mille!! La provo appena possibile (non posso mangiare troppi dolci, sigh...), ho anch'io il testo, non è romagnolo, ma funziona più o meno come quello!! :D E' un'eresia se me la vedo spalmata di nutella?? :DDDD
RispondiEliminaPurtroppo non le conosco, devono essere proprio una delizia! Mi segno subito la ricetta. Bravissima. C'è un cuore per te sul mio blog. Baci
RispondiEliminaEccomi Anna, sono venuta a restituirti la visita con molto molto piacere; ho trovato non una ma mille cosine interessanti; storie raccontate con tanto cuore e simpatia ed una musica di sottofondo bellissima (R. Keating giusto?)quindi non solo ti verrò a trovare spesso, ma ti aggiungo anche fra i miei blog preferiti.. Non so come si fa a diventare sostenitori sigh. Grazie per avermi invitata, sono stata davvero bene. Debora
RispondiEliminaciao! piacere di conoscerti e grazie per avermi fatto conoscere il tuo blog, a presto!!
RispondiEliminaciao!
ciao
RispondiElimina@lady: tra un pò passerò aritirare i premi ti mando un ^.^
@chez denci: ti ringrazio, mi fa piacere sapere che ti è piaciuto il mio blog e le mie storie, io sono fatta di loro...
vieni quando vuoi e se ti vuoi iscrivere basta andare su "sbirciano in..." e cliccare segui poi il resto è facile... allora ti aspetto.... ^.^
@gioella: piacere mio,e a presto... ^_^
Che bel racconto....!!! Ti ho trovata per caso e siamo anche vicine di casa, io abito vicinissima a monza! Passerò a trovarti spesso, mi piace il tuo blog!
RispondiEliminaA presto
Paola
ciao piccoLina, ho visto il tuo blog, ed è molto carino, siamo più vcine di quanto immagini perchè io abito a Villasanta... ^_^ vieni vieni è un piacere....
RispondiEliminaPer rispetto e reverenza di questa tradizione, non mi azzarderei a rifare la "zeppola", ma la storia che hai scritto è così bella da sentir la voglia di rivivere e sgranocchiare esperienze lontane, non mie ma pur sempre gustose ^_^ Grazie molto bella
RispondiEliminaciao scusami ma la fecola di patate?
RispondiEliminasi io uso la fecola di patate, ma puoi usare anche la farina.. il risultato nn cambia
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